(#i)… #Inverno 2023 – 2024

 “iVesuvio – Rete di promozione territoriale”. | è… #Passione, #Arte, #Cultura, #Dialogo

MantovanelliveCaserta

JAM SESSION🔊
Vi aspettiamo 🤩 GIOVEDÌ 15 FEBBRAIO 🎶 alle ore 🕘 21:00 in📍Via Galilei 40-46❗️
Con:
-ENZO ANASTASIO
-LUCA VARAVALLO
-MARCO LAURENZA
-DAVIDE MANTOVANELLI
Evento con ingresso libero e consumazione obbligatoria

Monte di Procida

Riconoscere e premiare le eccellenze di Napoli. E’ l’obiettivo della prima edizione del premio “Napoletani nel Mondo”, che si è svolgerà giovedì 8 febbraio presso il complesso turistico ‘Al Chiar Di Luna ‘ di Monte di Procida (via Amedeo, 89).

Il riconoscimento, promosso da “Napoletani nel mondo”, la web tv in onda sui canali del digitale terrestre 68, v209 e 268, è nata per dare lustro agli artisti napoletani che si sono particolarmente distinti per la loro attività e che hanno contribuito a promuovere l’immagine di Napoli nel mondo. A condurre la serata, con la direzione artistica di Luigi Rubiconti, sono Angela Bertamino ed Imma Illiano.

I premiati che saliranno sul palco sono:

Gianni Parisi, l’attore cinematografico amato da molti grandi registi in Italia e all’estero, protagonista di serial televisivi, da ‘Gomorra’ a ‘I bastardi di Pizzofalcone’, già indimenticabile interprete del teatro classico partenopeo;

Ciro Capano, dalla tradizione della canzone ‘Di Giacca’ a indiscusso protagonista del film di paolo Sorrentino ‘E’ stata la mano di Dio’, vincitore del Leone d’Argento alla Mostra Cinematografica di Venezia e candidato agli Oscar;

Domenico Sepe, scultore famoso per aver realizzato la statua di Diego Armando Maradona, il Cristo Rivelato e una statua dedicata al calciatore Paolo Rossi;

Luigi Libra, ambasciatore della canzone di Napoli nel mondo, ideatore del progetto ‘Terra Viva’ per la promozione e valorizzazione del territorio e delle eccellenze di Napoli e della Campania;

Angelo Di Gennaro, attore napoletano, ama definirsi “Il comico al servizio del cittadino” durante la sua carriera ha realizzato numerosi interventi televisivi e partecipazioni in film di carattere nazionale riuscendo sempre a divertire il pubblico di ogni età;

Giovanni Mauriello, straordinario musicista e grande attore di teatro e di cinema, già fondatore della nuova compagnia di canto popolare;

Carlo Faiello, cantautore, compositore, musicologo e ricercatore, cultore e promotore della musica popolare partenopea, oltre che direttore artistico di molti eventi dedicati alla storia e alla tradizione musicale di Napoli.

Luigi Rubiconti direttore artistico dell’evento dichiara: “Per questa prima edizione abbiamo deciso di premiare artisti che sono custodi dell’essere napoletani, personaggi che hanno portato nel mondo la tradizione musicale e artistica della nostra splendida Napoli. Ecco, è questa l’immagine che vogliamo premiare e riconoscere quella che appartiene veramente a Napoli e ai napoletani“.

La serata evento si concluderà con il concerto della “swing orchestra” di Lello Pugliese.

Biblioteca Comunale “F.T.Gnoni” di Tuglie:

Pasión Picasso – mostra immersiva gratuita

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI: “PASIÓN PICASSO”, LA MOSTRA PHYGITAL, PROROGATA FINO ALL’11 MARZO 2024
Fino ad oggi, oltre 30 mila visitatori tra turisti e scolaresche. Candida Carrino, direttore dell’Archivio: “L’operazione culturale che intreccia nostri documenti e tecnologia innovativa e’ stata premiata da un pubblico ampio e coinvolto”
Archivio di Stato di Napoli

Per il grande successo e afflusso di visitatori, la mostra “Pasiòn Picasso” è stata prorogata dino all’ 11 marzo 2024.

Organizzata dall’Archivio di Stato di Napoli e sostenuta dalla Regione Campania, nell’ambito del POC 2014-2020, la mostra mira a consentire al più vasto pubblico di conoscere l’interessante vicenda che accompagnò l’esordio post bellico del grande artista spagnolo in Italia e che è stata testimoniata nell’archivio personale del senatore Eugenio Reale, custodito in Archivio.

La parte emozional-visiva che ha catturato l’attenzione dei visitatori è stata realizzata  in modo da aprire una nuova finestra di connessione virtuale con l’artista e con le sue opere più rappresentative in un’esposizione immersiva.

Il progetto si inserisce nel contesto delle celebrazioni ufficiali internazionali del grande Progetto congiunto della Commissione Binazionale Spagna e Francia “Picasso Celebration 1973-2023”, per la ricorrenza del cinquantenario della morte di Pablo Picasso.

La Mostra, a cura l’Archivio di Stato di Napoli – Ministero della Cultura, è frutto dell’alleanza fra l’Italia e la Spagna e delle loro articolazioni culturali.

Durante il percorso di visita sarà possibile osservare da vicino 39 opere del grande artista spagnolo, oltre a documenti d’archivio, articoli di giornale, cartoline, fotografie e lettere autografe di Pablo Picasso, risalenti al 1953 e alla querelle che accompagnò l’organizzazione delle due Mostre di Roma e Milano, e suscitò un clamore che ebbe persino risvolti di scontro politico.

Stazione Zoologica Anton Dohrn

Il prossimo 12 febbraio 2024 alle ore 18:00 verrà celebrato il #DarwinDay 2024 della Stazione Zoologica Anton Dohrn, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, presso la Sala Polifunzionale del Museo Darwin-Dohrn. Dopo i saluti istituzionali del nuovo presidente della Stazione Zoologica, prof. Roberto Bassi, la kermesse pomeridiana vedrà susseguirsi quattro relatori che parleranno di Charles Darwin e della sua grande eredità scientifica.

Silvia Caianello, storica della scienza, parlerà di Anton Dohrn come darwinista accanito nella Napoli postunitaria. Sarà poi la volta di Graziano Fiorito che illustrerà l’evoluzione dell’intelligenza alla luce dell’idea di Darwin. Marco Signore racconterà di chi ha influenzato il pensiero e gli scritti del grande naturalista inglese, che verrà visto poi come influencer nella narrazione di Ferdinando Boero, rivelando come Darwin ha di fatto influenzato il nostro mondo.

OPIFICIO PUCA, Corso Atellano 51 Sant’Arpino CE

OPIFICIO PUCA​​​​

COMUNICATO STAMPA

WELCOME • TWENTY/TWENTY

L’ OPIFICIO PUCA centro per l’arte contemporanea e galleriastudiolegale inaugurano venerdì 3 gennaio 2020, la stagione espositiva con nuovi spazi, nuove opere e con Rebirthing, una performance visivo-sonora di Maria Giovanna Abbate e degoya.

In mostra i lavori di Teresa Antignani, Valentina Biasetti, Francesco Capasso, Pietro Capogrosso, Alessandro Del Gaudio, Francesca Dondoglio, Federico Fusi, Tamara Gobronidze, Kinu Kamura, Liana Gukasyan, Paolo Laudisa, Giovanni Odierna, Pietro Maietta, Rosanna Pezzella, Annamaria Natale, Francesca Rao, Massimiliano Sbrescia, Nicola Verlato.

REBIRTHING

performance visivo-sonora, 3 azioni da 10’, 2019

Maria Giovanna Abbate > degoya

Rebirthing è una performance visivo-sonora, pensata come site specific per gli spazio dell’Opificio Puca, nata dall’incontro tra Maria Giovanna Abbate, artista visivo, e il collettivo di musicisti degoya (Francesco Di Cristofaro, Andrea Laudante, Gabriele Tinto).

Un percorso costruito sul respiro, quello della natura e dell’uomo, dalla pianta di bambù allo strumento meccanico, dalla voce che recita suoni alla rielaborazione elettronica, dai movimenti del corpo che generano immagini ai filiformi versi intessuti di fasci di luce. Una metamorfosi del respiro che a partire dalle viscere della terra diventa eco visivo.

Quattro ambienti separati che dialogano tra loro nel chiuso degli occhi, come se nelle scatole/stanze oscurate si recitassero suoni e svelassero immagini che provengono non si sa bene da dove; come se i quattro artisti si muovessero al buio sul baratro di un burrone, in bilico tra la contemplazione della fine e l’inquietudine di un inizio che non arriva mai.

Maria Giovanna Abbate vive e lavora a Firenze, da alcuni anni ha intrapreso un percorso di ricerca performativa e installativa nel campo delle arti visive. Un fare arte che nasce dalla necessità di resistere alla deriva della società contemporanea.

degoya: Francesco di Cristofaro, strumenti a fiato, Gabriele Tinto, percussioni ed oggetti, Andrea Laudante, elettronica

La parola “Goya”, letteralmente “come se / come fosse”, descrive la sospensione dell’incredulità che può manifestarsi attraverso una buona narrazione. degoya è uno spazio in cui si cerca, attraverso l’indagine sonora, la sospensione del giudizio.

SCHEDA INFORMATIVA

Organizzatore : Galleria studio legale e Ass.ne culturale OPIFICIO PUCA

Luogo : OPIFICIO PUCA, Corso Atellano 51 Sant’Arpino CE

Inaugurazione: venerdì 3 gennaio 2020, dalle ore 19:00 alle 24:00

Durata mostra:

dal 3 gennaio 2020 al 29 febbraio 2020

Orari: Sabato e Domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 20,00.

Altri su appuntamento Per info: galleriastudiolegale@gmail.com 347 1847868 – 380 6562677 – 339 6944562

Galleria Umberto Di Marino – dal 20 gennaio al 20 aprile 2024.

La Galleria Umberto Di Marino è lieta di annunciare Why a Fable?, settima mostra personale di Eugenio Tibaldi. L’artista presenterà negli spazi di Casa Di Marino il progetto nato da La forma spezzata, una serie di sette teche in tecnica mista ispirate all’omonima favola per bambini da lui scritta e disegnata, prodotta dalla Fondazione Pietro ed Alberto Rossini ed edita da Allemandi.

Le sette opere rappresentano la personale interpretazione di Tibaldi dei sette capitoli del libro, ripercorrendo le suggestioni di una generazione, quella degli anni 80 e 90, raccontandone un viaggio dal sapore agrodolce utilizzando l’allegoria rassicurante di una civiltà di ratti, inventando un topos della provincia italiana verosimile in forme diverse per tante aree della penisola.

La forma spezzata è dunque una favola immediata, che ha il vantaggio di rifuggire la narrazione del reale fondandola su una presunzione descrittiva, un vantaggio che le permette di evitare l’imperativo della ricerca di un insegnamento, della corretta informazione che perviene a una morale, alla univoca soluzione del problema; a quei ragionevoli buoni propositi che generano grassi e vantaggiosi affari.
Sarebbe ridondante spiegarne il contenuto e scontato doverne raccontare ulteriormente le personali visioni che ispirano le sette teche in mostra, ma forse potrebbe essere più interessante cercare di capire, come suggerisce il titolo della mostra, perché Tibaldi ha utilizzato questa forma narrativa come pretesto per la sua nuova produzione.

Attraverso la Favola l’artista disegna la sua via di fuga dal loop dello specchio di derridiana memoria nel quale l’alterità è relegata a mera presenza. Una piccola lanterna giocosa per scacciare l’indomita tendenza dell’umanità all’oblio.
L’invenzione ex nihilo della favola non crea nulla, nel senso teologico del termine << la favola non fa che inventare ricorrendo ad un lessico e a delle regole sintattiche, ad un codice in uso, a delle convenzioni alle quali si sottomette in un certo modo. Ma essa dà luogo ad un avvenimento, racconta una storia fittizia e produce una macchina introducendo uno scarto all’interno dell’uso abituale del discorso, disorientando in una certa misura l’habitus d’attesa e di ricezione di cui essa ha tuttavia bisogno; essa forma un inizio e parla di questo inizio, e, all’interno di questo doppio gesto indivisibile, inaugura. È in ciò che risiede questa singolarità e questa novità senza le quali non ci sarebbe invenzione.>> 1
Lo scarto di cui parla Jacques Derrida è evidente nella concezione stessa del progetto; un libro che indaga la distanza che si genera nella lettura ai bambini, che rideranno della forma, dei topi, delle paradossali avventure di quella comunità, ma che nell’adulto, inizierà a prendere il gusto amaro di una specifica parte della propria esistenza, delle occasioni sprecate, dell’adesione a forme e modelli che hanno sedotto e abbandonato la provincia Italiana e il suo popolo.

Un crocevia epocale complesso da indagare dal punto di vista sociale e dell’immagine per la quantità di stimoli e desideri innescati dal consumo di massa, che ha prodotto una cultura popolare fatta di svaghi, cibi precotti e dolciumi confezionati pronta a implodere. 

Eravamo tutto drive-in e merendine.

Un periodo cruciale per la storia italiana e per il suo lascito culturale, sfociato in un circolo di attribuzioni di responsabilità tra giovani e vecchie generazioni.
Storie verosimili della tipica educazione sociale di quegli anni, di padri lavoratori e bontemponi e madri casalinghe operose, di pregiudizi e discriminazioni, di dogmi accelerazionisti chi sa fare fa, chi non sa fare studia, del denaro contrapposto alla cultura, del nord al sud, meccanismi culturali che hanno portato a polarizzazioni socio-politiche basate sulla maggiore o minore disponibilità di enciclopedico sapere o di denaro.

Eugenio Tibaldi sa di provenire da quella cultura, la conosce profondamente e ne ha udito il tonfo, ma con l’invenzione, con la favola, sente l’esigenza di poterla discutere raccontando una storia per una nuova generazione, compiendo il suo primo passo ideale oltre la nostalgia e prendendone coscienza.
>>[…]Il suo mondo immaginario diviene uno specchio nel quale ravvisarsi, vedersi vivere e riconoscersi in ciò che non si sapeva, non si credeva o non si voleva ammettere di essere.>>2
Lo specchio non è più il luogo dell’alienazione e della presenza, ma della rivelazione e della trasformazione. Il mondo immaginario di Tibaldi diventa uno strumento ad-personam, nel caleidoscopio di riferimenti, con il quale ognuno può riscontrare gli appigli per interrogare la realtà e se stessi, per scoprire aspetti nascosti o negati della propria identità e della propria storia.

Montagna Molise
Capracotta (Provincia di Isernia – 1421 s.l.m.)
📷 Graziano De Ciantis
Associazione Amici di Capracotta 

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