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VENDEMMIA TURISTICA È REGOLAMENTATA SU TERRITORIO NAZIONALE: SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA

“Andare a regolarizzare la vendemmia turistica – sottolinea il presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica – significa dare un importante impulso all’enoturismo, che in Italia vale già un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro e 14 milioni di presenze, ed è un’opportunità ulteriore per tutti i territori enologici. Grazie a questo accordo – aggiunge – le cantine avranno tutta la tranquillità di far svolgere in sicurezza per i turisti una esperienza turistica, senza incorrere in spiacevoli equivoci con le autorità preposte ai controlli sul lavoro”.

Inoltre – si legge nel protocollo – “i filari della vendemmia turistica devono essere resi riconoscibili e distinguibili dai luoghi ove i vendemmiatori professionisti svolgono la vendemmia ordinaria, con l’apposizione di idonei cartelli, inoltre andrà indicato nella dichiarazione al S.U.A.P. o sportello equipollente, le coordinate mappali (foglio e particella) avendo cura di escludere in maniera tassativa lo svolgimento promiscuo delle due attività”.

La vendemmia turistica si svolge sotto la supervisione continuativa dei referenti aziendali/tutor qualificati ovvero di personale aziendale dotato di adeguata e specifica formazione, nel rispetto delle normative locali di riferimento.

I referenti aziendali/tutor dovranno vigilare sul rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza e garantire il perseguimento delle finalità culturali e ricreative dell’evento.

Durante lo svolgimento di tale evento ogni referente aziendale/tutor potrà seguire un numero di turisti non superiore a 8, salva diversa disposizione della normativa locale di riferimento.

I referenti aziendali/tutor e i turisti impegnati nella vendemmia turistica dovranno indossare obbligatoriamente un cartellino identificativo o braccialetto identificativo rispettivamente con la scritta “tutor” e “vendemmiatore turista”.

La vendemmia turistica dovrà svolgersi con modalità che assicurino la salute e sicurezza dei turisti, anche con riferimento alle attrezzature messe a disposizione degli stessi nonché agli indumenti e alle calzature indossate.

Viola Scotto di Carlo vince la medaglia d’argento alle Universiadi in programma in questi giorni in Cina. La nuotatrice flegrea centra il secondo posto del podio nella staffetta 4×100 stile libero con il tempo personale di 54″55. “Sono emozionata perché è la prima medaglia che conquisto con la Nazionale italiana – ha dichiarato l’atleta -. Questo successo lo dedico ai Campi Flegrei e a Bacoli“.  Vola Viola Scotto di Carlo, la nuotatrice di Bacoli è d’argento nella 4×100 stile libero

Curatoli argento nella sciabola a squadre ai Giochi Europei di Cracovia, Colella: ‘Orgoglio napoletano’

“Sulle pedane polacche brilla il talento di Curatoli che, dopo l’argento di Tokyo, mette in bacheca un altro pesante e pregiato metallo, guadagnando punti preziosi per la qualifica olimpica, in vista di Parigi 2024”, osserva il Consigliere Colella. 

“Si riconferma vincente la tradizione schermistica all’ombra del Vesuvio e Luca Curatoli consente, con le sue stoccate e i suoi assalti, all’Italia Team di salire sul secondo gradino del podio”, ricorda Colella.  “E complimenti anche al fratello-maestro di Luca, Leonardo Caserta, che ha dispensato utili consigli e preziosi suggerimenti a fondo pedana”, riferisce il delegato allo Sport. 

“È una stagione magica per gli impareggiabili atleti di Partenope, che portano Napoli sempre in vetta in ogni competizione”, conclude soddisfatto Colella. 

Il Molise dalla A alla Z. 55 motivi per scegliere la Regione che non esiste di Erica Lorenzini

Giaconi Editore, 2022

Pagine: 130 p., ill.

EAN 9791281120051

Preparatevi a vivere mille emozioni, perché la seconda Regione più piccola d’Italia ha la capacità di far sentire ogni viaggiatore un esploratore alla scoperta di bellezze inaspettate. Prendendo in prestito le lettere dell’alfabeto e con la guida di chi ama questa terra da quanto è venuto al mondo ho raccolto 55 motivi e descritto 4 itinerari tematici per visitare questo angolo d’Italia, che non è Puglia e neanche Abruzzo, è il Molise.

Una splendida libreria Albero

ARIA DI CAPRI di: Edwin Cerio

due volumi in cofanetto

Aria di Capri vuol essere un vasto e articolato affresco letterario in cui non si vogliono esaltare gli stereotipi isolani come il cielo, il mare, la roccia, «ma l’umanità, il senso dionisiaco o, se si vuole, demoniaco dell’umanità: l’anima del sorriso di Capri» (dalla Introduzione dell’Autore). In quest’opera singolare e difficilmente classificabile, di volta in volta distaccata o faziosa, sarcastica o compassionevole, «uomini e cose, veri e immaginari, reali e irreali sono disintegrati nei loro atteggiamenti giocondi, esaltati nei loro aspetti lirici e ricomposti, integrati e, per un processo di sublimazione, trasformati in quella sostanza sapida, pura, sana di cui si nutrisce il senso della vita d’un paese…» (dalla Introduzione dell’Autore). Cerio sviluppa, così, una nuova realtà, una diversa dimensione, nella consapevolezza che Capri non è un luogo percepibile, comprensibile o giudicabile attraverso i comuni parametri, ma è, piuttosto, un luogo creato o continuamente ricreato dalle parole e dalle immagini prodotte da scrittori, poeti, artisti e uomini semplici, che hanno avuto, in ogni caso, la fortuna di vivere in questo luogo straordinario. edizionilaconchiglia.it

Libertà Libreria Erboristeria & BioBar Asperula Il 22 settembre ore 18.30 sarà con noi Titti Marrone. La Marrone con questo romanzo storico ha vinto il Premio Napoli.

Il Cardinale Giuseppe Prisco Arcivescovo di Napoli nell’ultimo libro di Antonio Cirillo e Angelandrea Casale Napoli nel corso dei secoli ha dato alla Storia grandi Uomini che si sono distinti nel vari campi, nel centenario della morte del Cardinale Giuseppe Prisco (1833-1923), Arcivescovo di Napoli, gli autori di questo libro, Antonio Cirillo e Angelandrea Casale originari del medesimo entroterra vesuviano dell’illustre presule, propongono una biografia documentatissima, ma anche divulgativa e, perciò, avvincente come un romanzo, dell’uomo di Chiesa, del docente e del filosofo Prisco nell’Italia del suo tempo. Si legge nella prefazione di Dario Sessa: «…nessuno più di lui ha lottato per la libertà della persona umana, in un’ottica volta ad un genuino recupero dei grandi valori del tomismo, in funzione di argine alla dissoluzione antropologica che consegue al kantismo, hegelismo e positivismo e, soprattutto, dell’ubriacatura prometeica dello scientismo positivista». Il movimento neo-tomista seguito da Prisco, che ha sempre considerato la centralità della persona umana, non ha avuto l’attenzione che meritava, il cui messaggio era quello di realizzare l’armonia tra fede e ragione in un’epoca della cultura di fine ‘800 che non vedeva di buon occhio chi osava andare controcorrente. Il pregio del libro è proprio quello di presentare il Cardinale Prisco sotto l’aspetto non solo dell’uomo di Chiesa, ma anche quello di persona di cultura e di docente, inquadrandolo nel tempo in cui visse e operò. La Sua vita fu lunga ed intensa, morì a quasi novanta anni nel 1923, ricorrono quindi quest’anno i cento anni dalla Sua scomparsa e gli autori, Antonio Cirillo eAngelandrea Casale, hanno voluto ricordarlo con il volume a Lui dedicato, realizzato a seguito di lunghe ricerche che hanno consentito di reperire nuovi interessanti documenti che meglio delineano l’importante figura del porporato. Proveniva da una famiglia “notabile” che possedeva dei terreni alle falde del Vesuvio, che non sperava neanche lontanamente che il loro Giuseppe potesse assurgere ad una carriera così prestigiosa tanto da farlo diventare membro del Sacro Collegio cardinalizio e capo della Chiesa partenopea. Boscotrecase non contava all’epoca più di cinquemila abitanti che erano dediti per lo più ad attività rurali. In qualità di abate ebbe vari incarichi dall’Arcivescovo di Napoli, privatamente insegnò a casa propria le scienze giuridiche oltre che filosofia e morale a giovani che seguivano la scienza del vero, la sua abitazione divenne presto un affollato ateneo tanto che si racconta che “spesso erano tanti gli assidui che non era sufficiente una stanza”. Fra i suoi allievi vi fu anche Benedetto Croce. In un’epoca burrascosa per i rapporti fra Stato Unitario e Chiesa, il filosofo e il sacerdote Giuseppe Prisco si delineò un ruolo di primo piano nella diffusione del neo-tomismo e fu il migliore interprete del pensiero antimodernista vaticano. Usò le armi affilate della cultura esprimendosi in lingua italiana e non più in latino divulgando al massimo il suo pensiero nelle riviste e nei tanti libri che lo resero famoso nei seminari europei, che gli riconobbero il “vero spirito ecclesiastico”. Il Cardinale restò due anni a Roma prima di essere nominato Arcivescovo di Napoli. Essendo il Prisco più propenso all’attività culturale che amministrativa ebbe non pochi problemi alla gestione economica della Curia napoletana e al governo della Chiesa di Napoli, cosa questa che riuscì a far fronte con la Sua spiccata intelligenza. Sotto la sua direzione si realizzarono vari opere come ad esempio il completamento della monumentale facciata del duomo partenopeo che oggi riporta in segno di riconoscimento lo stemma del Cardinale a fianco del finestrone, accostato a quello del Cardinale Sisto Riario Sforza. Non fece mancare il suo conforto alla popolazione colpita dall’eruzione del Vesuvio del 1906, recandosi subito a visitare i paesi colpiti dal flagello organizzando centri di riunioni per aiuti e di preghiera. Quando cessarono i fenomeni vulcanici il Cardinale, su autorizzazione di Papa Sarto, officiò il rito di ringraziamento cingendo con una corona d’oro il capo della copia della statua dell’ Immacolata di Lourdes della Chiesa di S. Nicola da Tolentino, suscitando una profonda commozione popolare. La Grande guerra vide il presule ancora attivo, che – anche se aveva compiuto gli ottantacinque anni  età ragguardevole per il tempo – diede direttive ai collaboratori per aiutare i feriti e raccogliere fondi in tutte le Parrocchie che fecero a gara per la carità straordinaria. Il Cardinale Giuseppe Prisco tagliò tanti traguardi nella sua lunga vita: Sacerdote per 66,3 anni; Vescovo per 24,6; Cardinale per 26,1 questo solo per citarne alcuni, quello che è certo a cento anni dalla Sua scomparsa il ricordo a Napoli è ancora forte, gli autori Antonio Cirillo e Angelandrea Casale con questo volume hanno reso un grande servizio affinché la biografia dell’illustre presule venga fissata nel tempo. Il volume è uscito in libreria a luglio ed è stato stampato da The Factory Srl  – Roma  per conto di Borè Srl editore.

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 “iVesuvio – Rete di promozione territoriale”. – Ogni Stagione ha la sua Ragione